SISTEMA CORRETTIVO METODO PONSETI Vedi a schermo intero

SISTEMA CORRETTIVO METODO PONSETI

Caratteristiche:
Il metodo correttivo di Ponseti è permesso da una serie di elementi ortesici che si combinano tra di loro e che sono composti da 2 tutori afo (sandali) e una barra di regolazione in abduzione e rotazione esterna.

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INDICAZIONI:PIEDE TORTO CONGENITO.


CODICI ISO:


CONFIGURAZIONE STANDARD.


061206009 X 2 TUTORE GAMBA PIEDE

061218106 X 2 ART.ADDUZIONE-ABDUZIONE

061218118 X 2 TENDITORE DI REGOLAZIONE

061218127 X 2 RIVESTIMENTO

061215021 X 1 DIVARICATORE REGOLABILE


CHI LO DEVE ADATTARE AL PAZIENTE?

IL TECNICO ORTOPEDICO SU INDICAZIONE DELL'ORTOPEDICO DI FIDUCIA.



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Il piede torto congenito è una malformazione ossea e articolare che si verifica in un bambino su 1000. Con molta probabilità il piede torto è causato da un disordine genetico che si verifica tra la dodicesima e la ventesima settimana della gestazione. Si è constatato infatti che se un genitore è affetto da questa malformazione il figlio ha una probabilità del 3-4% di ereditare il piede torto. Le probabilità addirittura decuplica se entrambi i genitori sono affetti da piede torto congenito.

Finora i metodi correttivi si sono rivolti soprattutto agli interventi chirurgici anche se, a detta di molti, i risultati raggiunti delle volte non sono per nulla soddisfacenti. Eppure c’è un metodo di correzione che esiste da quasi 50 anni ma che in Italia è stata accolta con un forte ritardo rispetto ad altri paesi: il metodo Ponseti.

Il dottor Ignacio Ponseti, medico spagnolo emigrato in America e morto nel 2009 a 95 anni, all’inizio incontrò molte resistenze da parte del mondo accademico ma oggi è proprio l’Oms – l’Organizzazione Mondiale della Sanità – ad indicare il metodo Ponseti come mezzo preferibile per curare il piede torto congenito.

Ma in cosa consiste questa tecnica? Il metodo Ponseti consiste in una serie di manipolazioni, gambaletti di gesso e tutori che si applicano dai primi mesi di vita del bambino fino ai 4 o 5 anni. Bisogna intervenire fin dalla prima settimana con una manipolazione graduale con apparecchi gessati. Prima dell’ultimo gambaletto si recide il tendine di Achille per permettergli di rigenerarsi nella giusta lunghezza. Dopo l’ultimo gambaletto gessato si passa al tutore in abduzione, una scarpetta legata a una barra di alluminio che dev’essere indossata 23 ore al giorno per i primi 3 mesi e successivamente nel periodo notturno per un tempo variabile da 2 a 5 anni.

Il metodo Ponseti è efficace? Sì, a patto che i genitori siano disposti a una rigorosa disciplina nel rispetto della fisioterapia e che il centro a cui ci i rivolge abbia una certa esperienza nel metodo come l’ospedale Buzzi di Milano.

 


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